Ma esiste davvero la libertà?... Come si fa ad essere realmente liberi?... Liberi da tutto... dal dolore... dalla disperazione... dall'odio... dalle passioni... dall'ignoto... dall'infinito... dall'amore...? Come si fa? Come si può ignorare tutto ciò che ci appartiene... tutto ciò che ci fa piangere... tutto ciò che suscita in noi belle emozioni... brutte sensazioni... tutto ciò che amiamo e ci ama... ciò che odiamo o ci ripugna... Come? Come ignorare la vita in tutte le sue manifestazioni?... Come? Come? Perchè? Perchè restare indifferenti di fronte alla vita? Forse è l'uomo il problema... L'uomo... Già... L'uomo... L'uomo che da sempre non ha fatto altro che crearsi attorno un circolo vizioso... L'uomo che è incapace di andare avanti da solo... che si serve di intrighi, crudeli macchinazioni, atteggiamenti stucchevoli, ipocrisie, sentimenti... Si... che senso ha mettere in gioco il proprio cuore? Perchè mettersi sempre in discussione?
Volare è sempre stato un desiderio dell'essere umano. Ma anche gli uccelli, come gli uomini, sono schiavi della vita... Volare per loro è come camminare per noi: una condizione tragicamente indispensabile, a cui è impossibile opporsi e, come in tutte le cose, prima o poi scoccia un pò.
Ed ecco la tragedia che è celata nel genio umano: Sua Altezza Reale l'Insoddisfazione... Principessa maligna e frustrante, quasi sempre accompagnata dalla sua perfida sorellastra: Ladies and Gentlemen, l'Ambizione. Se l'uomo non fosse sempre insoddisfatto, non sarebbe ambizioso e dunque se non fosse ambizioso non provocherebbe tanti disastri. Ed è proprio così che la vita talvolta degenera in catastrofe, in un totale fallimento. Il fatto peggiore è che più si va avanti, più si possono esasperare le varie situazioni negative e subentra poi un altro elemento disastroso, anzi oserei dire il più disastroso di tutti, la Regina di tutti i mali: Sua Maestà la Cattiveria, che influenza i più disperati, gli sciocchi, i frustrati e gli sfortunati. Ed è a causa della forza del male che il mondo va sempre più a rotoli, che i puri d'animo vengono calpestati dagli egoisti e dagli incoscienti, che si uccide, si ruba e si impazzisce. Ma a questo punto mi chiedo:chi compie il male si rende conto oppure no delle proprie azioni? Temo di no. Essere obiettivi con i tempi che corrono può risultare un'impresa troppo difficile e l'uomo da sempre è vigliacco, salvo poche miserrime eccezioni; eccezioni che però non aiuteranno a salvare il salvabile, che non ce la faranno o saranno trascinati nel male, perchè il male ormai è divenuto una componente assolutamente essenziale della vita di tutti, è indispensabile... è davvero ridicolo: da tutto si evince che senza di esso il mondo non funzionerebbe più... è come chiedersi: che razza di vita sarebbe una vita senza malattie, senza criminalità, senza la guerra? Eh già... che razza di vita sarebbe una vita così? Forse migliore. Forse peggiore. Nessuno può dirlo. E purtroppo questa volta non ci sono nemmeno i fatti a parlare. Mah... probabilmente l'unico barlume di salvezza è riscontrabile nella morte, che nemmeno è una certezza...
tutto è un mistero e forse è meglio così.
[una delle due intruse]
"Che c'è di più gradevole che pensare, camminando a lunghi passi per una strada? Si va nella luce, nel vento che accarezza, nel fianco delle montagne, sulla riva del mare! E si sogna! Quante illusioni, quanti amori, quante avventure passano, in due ore di cammino, in un'anima che vagabonda! Tutte le speranze, confuse e allegre, entrano in voi con l'aria tiepida e leggera; si bevono nella brezza e fanno nascere nel nostro cuore un appetito di felicità che cresce con la fame eccitata dal cammino. Le idee rapide, incantevoli, volano e cantano come uccelli".
[Guy de Maupassant]
Re: Come gli uccelli
Cara collega(altro nome x ora non possiamo darti
),
)
noto come tu abbia una spiccata propensione all'esistenzialismo sartriano più profondo
cmq,le tue osservazioni sono assolutamente condivisibili.E'un istinto darwiniano alla vita,che ci conduce alla sopraffazione,alla violenza,al tradimento,ai comportamenti più deteriori.
Ed ecco allora stagliarsi infinite risposte:come non apprezzare(come peraltro a me su questo sito è stato consigliato da un caro collega aspirante SS;))i suicidi di Werther e di Jacopo Ortis,estremi frutti della considerazione amara del giovane(idealista e intellettuale)quale essere inadeguato alla società e alla vita in generale;e la fuga,l'evasione di Rimbaud,la follia di Nietzche,sintomi di un uomo che rifugge dalle convenzioni del tempo e dello spazio e cerca un io,un sé al di fuori e al di là dalla realtà "costituita".
E ancora:l'atarassia e il vivi nascosto di Epicuro(late biosas,greco in caratteri latini
E ancora:la virtus stoica,il superare la debolezza e la melma umane mediante l'elevazione della virtù.
E permettimi si parva magnis comparare licet la risposta del Siddharta di Hesse,che dopo infinite ricerche addiviene alla risposta che non ci sono risposte universali se non una,quella dell'individuo in sé e per sé.
Poi ci sono la fede cristiana(con un ipotetico trascendente dono nei cieli in cambio delle sofferenze terrene;dunque la rinuncia alla vitale malvagità barattata col paradiso di Dio post mortem)e quelle politiche:comunista e fascista,per eludere e colmare un vuoto ideale,per non cadere nell'insoddisfazione e nella prepotenza,per elevarsi al di sopra delle dinamiche materiali e terrene che sono solo odio e battaglie senza esclusioni di colpi per il fine della potenza.
Io non ho(chiaramente)nessuna risposta da darti;posso solo dirti che penso sia necessario vivere strafottenti dell'oggi e del domani,senza cadere nella trappola che la società(soprattutto questa società casertana molto yuppie)ci tende,vivere senza egoismi e senza rabbia,senza gareggiare con nessuno al mondo,senza mettr a'copp(come hai scritto una volta),eppure però senza rinunciare a lottare per le proprie idee e per la realizzazione dei propri sogni(sogni individuali,sentimentali e collettivi,politici;sogni che si devono però coltivare e curare indipendentemente dagli Altri,solo per se stessi,prescindendo da qualsiasi dinamica di conflitto e competizione);così,più o meno,io ho l'impressione di essere libero.Di vivere libero senza annullarmi,riuscendo a sottrarmi a questa realtà lacerante e contemporaneamente continuando ad avere qualcosa in cui credere e per cui battermi.
Che ne pensi?
Gabriele
Re: Come gli uccelli
Ma qst è il punto: come puoi essere strafottente? come puoi alienarti da ciò che ti circonda?
"Homo sum: nihil humani a me alienum puto".
Re: Come gli uccelli
con la comprensione.tu capisci quello che ti circonda,ma non lo condividi.ci insaturi contro una lotta silenziosa,privata,volendo rumorosa,pubblica,ma sai che è impossibile spezzare questo "circolo vizioso";eppure prosegui per la tua strada,con una certa dose di noncuranza.te ne fai carico,ma non soccombi sotto il peso.è ovvio,non puoi fregartene in maniera assoluta e totalistica;ma al tempo stesso,il tuo io è ben separato dal resto;bisogna avere una grande individualità per esercitare la strafottenza.io però devo dire di riuscirci in modo discreto;posso cmq migliorare

ti ripeto:tutto ci tocca e a nulla dobbiamo essere indifferenti;ma al tempo stesso nulla deve invaderci ed espropriarci del nostro spirito di autonomia intellettuale e di criticità;puoi soffrirci,ma non puoi esserne presa al punto di perdere la tua caratterizzazione,la tua interiorità;se bastarda e competitiva non sei,non lo diventerai;puoi dispiacerti che altri lo siano,ma fino a un certo punto.poi arrivi alla conclusione:che me ne importa?almeno,io la vedo così
Re: Come gli uccelli
ps:hai dato cost.?

se sì mi piacerebbe avere un tuo commento sul potere di grazia,anche se mi sembra tu sia più propensa a questioni intimistiche e personali..
Gabriele
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