RITA BORSELLINO CANDIDATA DELL'UNIONE IN SICILIA
Allora;Rita Borsellino ha vinto le elezioni primarie in Sicilia ed è pertanto la candidata dell'Unione che competerà con il Presidente Cuffaro,esponente di peso(è il caso di dire senza reticenze)dell'UDC.
Rita Borsellino nelle primarie interne al centrosinistra ha sconfitto Latteri,designato dalla Margherita e sostenuto da Francesco Rutelli.Il quale ha gridato al tradimento dei DS e di altri partiti della sinistra i quali,strappando i contratti cencelliani sulle spartizioni di regioni e provincie,spezzando l'equilibrio alchemico di una stabilità coalizionale costruita su desistenze,divisioni di collegi,delicati pesi e contrappesi nelle nomine alle più eterogenee cariche,hanno deciso di appoggiare la sorella del giudice assassinato.Il presidente della Margherita accusa gli alleati della violazione del principio dello stare pactis.
Ebbene,è il popolo siciliano che ha risposto alle polemiche in ordine alla candidatura di Rita Borsellino discendenti da logiche partitocratiche e di corrente.Perché si è perso il senso di una investitura politica:l'eletto deve rappresentare la collettività di cui è organo esponenziale,deve costruire,anzi possedere ab origine,un rapporto fiduciario con la comunità che l'incarica di curare e perseguire i suoi fini generali.Non è,una candidatura alla presidenza d'una Regione,merce di scambio della politica dei palazzi,delle segreterie,delle conte.Non è bene commerciabile,questo.Se mai ve ne siano nel gioco democratico che stabilisce chi governa un Paese,un ente territoriale,un'impresa pubblica,un'autorità amministrativa indipendente.La risposta dei siciliani ha affermato la volontà dei cittadini di liberarsi della tutela o della mediazione di segreterie o di movimenti politici nell'individuazione della persona fisica che è in pectore loro rappresentante.
Una lezione di democrazia che dopo la Puglia e dopo il consenso larghissimo che ha legittimato Romano Prodi come leader dell'Unione i cittadini impartiscono ai partitocrati,ai burocrati delle segreterie,ai signori delle tessere;che dovrebbe inaugurare la consuetudine di offrire sempre alla base,ora che il suffragio è diretto per la scelta dell'organo esecutivo,la possibilità di effettuare una decisione previa in ordine al competitore per una carica politica.Che dunque non vuole dire demagogia;bensì democrazia applicata.Non già un rapporto personale ed esclusivo,quasi irrazionale o prerazionale,istintuale,legato ad un non meglio definibile chàrisma, rapporto questo per sua natura indiscutibile in una coalizione o in un partito,perché il lìder maximo non si discute mai(com'è,e.g.,per il nostro Presidente del Consiglio);bensì confronto dialettico di idee e di programmi,soppeso degli inenti,e infine selezione operata non già nei corridoi delle segreterie romane tra patti segreti e pugnalate alle spalle,bensì nell'adeguata sede delle scelte democratiche:l'urna.
E queste considerazioni assumono un bagliore speciale in considerazione della protagonista e dello scenario di queste primarie,che esprimono quindi anche,e soprattutto,la ferma,matura e civile ribellione di un popolo al giogo della malavita organizzata,alla paralisi della vita economica e sociale e segnano la continuazione di una lotta ardua e coraggiosa che pareva essersi interrotta.E che ora,la sorella del giudice ammazzato cerca di portare dalle chiuse stanze delle procure ai palazzi della politica;compito difficile,che preghiamo riuscirà ad adempiere.
GABRIELE