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Recessione.Che mi laureo a fare?


ritratto di g4brIel

Dig4brIel- Inviato il 28 Maggio 2005

Che ci laureamo a fare?(ammesso che ci riusciamo prima o poi)Ebbene:condoni;demagogica riduzione dei tributi(indipendentemente dalle esigenze strutturali e congiunturali dell'economia);anni di sudditanza dell'organo legislativo rispetto a problemi personali-giudiziari di certi gentlemen che governano(direttamente,o indirettamente);anni di sorrisini e bandane di Berlusco Felix,e di dichiarazioni da Minculprop;e poi-secondo la legge chiarissima che alla causa consegue l'effetto,che non c'è follia senza responsabilità,che dall'azione(o dall'omissione)si produce un fatto concreto-lo sfacelo.E non ci si appelli a presunte e rinunciatarie filosofie deterministiche e unilineari(è così perché così dev'essere),né si invochi l'alterità delle sedi decisionali(oramai comanda l'Europa);e non solo perché non è affatto così,perché il Governo governa e ciò che realizza ricade beneficamente o tragicamente sul Paese;ma anche perché bisogna essere consequenziali e onesti nella weltanschauung:insomma,volevano cambiare l'Italia in una legislatura,dalla sanità alla sicurezza(avendo il tempo per scarabocchiare sulla cartina un ponte buttato lì tra Sicilia e continente-ma che ne penserà l'autonomista Lombardo??),ed ora sono impediti persino a gestire un aspetto fondamentale dell'attività dell'esecutivo come l'economia,con particolare riguardo ai conti pubblici..stridente contraddizione.

Eurostat,Istat,Commissione Europea et altri hanno strappato il velo di Maya(la maschera del sorriso berlusconiano?)e ecco da che cosa sono folgorati:la decadence..Il Pil diminuisce;cioé,si produce meno..gli investitori si rifugiano nel mattone;le famiglie piangono miseria;le imprese(già di per loro avarucce quanto all'impiego di fondi in ricerca)sono sorpassate nelle risorse tecnologiche e di scarsa competitività.L'occupazione si sbandiera aumentata;ma solo perché il numero di coloro che cercano lavoro è caduto a picco;e perché tanti,troppi,sono nel precariato.Soprattutto i giovani.E io dei giovani intendevo parlare dall'inizio;benché mi sia skappato un preambolo alquanto pesantuccio..Questa precarietà che ci sentiamo,almeno io,addosso;un'insicurezza oscura che si traduce in un atteggiamento quasi nichilista(certo,forse alla fine mi laureo pure,ma poi?),sfiduciato,che a volte tende a un edonismo decadente(chi minchia studia che tanto è inutile,almeno ci provo con quella lì che mi piace)o finisce per diventare studio stakanovista e inquietante(già non ce ne è per nessuno,figurarsi se cazzeggio).Io propendo per il primo,ma è una quaestio personale.Il punto generale è altro;quanto ancora il Paese e il mondo giovanile in particolare può tollerare che si vada in aiuto ai forti per affossare definitivamente i deboli?Quanto il Parlamento può restare inerte a guardare i soliti signori del privilegio scriversi leggine ad personam?

Allora,sarebbe tempo di combattere per ricacciare questa gentaglia alle proprie ville maestose(Villa Silviana,Domus Televisiva)e ricominciare a fare politica;così magari si raddrizzeranno gli investimenti,ripartiranno i consumi,e si garantirà una vita più stabile e un lavoro(valore costituzionale a fondamento della Repubblica,art.2 Cost)che sono il diritto di tutti a una vita tranquilla,senza ansie e mal di testa a partire dal venti del mese.Di ogni maledetto mese.

Ma l'alternativa,il competitore dell'imperatore delle comunicazioni che ci propone recentemente quando sembra che tutti ormai abbiano compreso come l'Italia perde colpi su colpi?una bella s*****ttata,una metafora villica,e il rifiuto di costruire una sinistra nuova che non sia né postcomunista né neodc ma solo sinistra;la sinistra europea,socialiberale,per intenderci quella dei costituenti;moderata,laica,rispettosa delle libertà ma anche dei diritti sociali positivi,che ha caro il mercato purché libero e concorrenziale(con gli adeguati correttivi antiliberisti);una sinistra che ahimé è ancora lontana;e che ancora non si riesce a scorgere,oltre il buio pesto di queste giornate amare.

GABRIELGABBO

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Scusa se sono stringato, ma bado al sodo:

laureati per cambiare le cose... o almeno per prendertela con te stesso se non hai fatto niente per farle cambiare... da studente conti ancora meno.

Buono studio!

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