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Matrimonio gay in Spagna. Valutazioni


ritratto di g4brIel

Dig4brIel- Inviato il 24 Aprile 2005

Zapatero,premier spagnolo,in un'opera di coraggiosa modernizzazione dello Sato che fu dei reyes catholicos e del funesto franchismo,s'appresta a una storica riforma del diritto di famiglia:saranno normati i matrimoni omosessuali,che pertanto determineranno il riconoscimento da parte dell'ordinamento di obblighi e diritti reciproci in capo agli omosessuali che vorranno formalizzare la propria unione di fronte alla Repubblica spagnola.Questo intervento del legislativo spagnolo,che suscita ribrezzo dagli ambienti cattolici e conservatori,costituisce a mio avviso la mera applicazione del costituzionale principio di eguaglianza(art.3 cost italiana),configurandosi come irragionevole disparità di trattamento il riconoscimento e quindi la tutela che ne discende a favore delle coppie eterossessuali e la condanna al "non giuridico",alla fattualità incombente sul menage gay.

Non dovrebbero anche questi cittadini sentirsi sicuri dell'omnis vitae communio,coi relativi obblighi e diritti di fedeltà,di cure,di correttezza?Non dovrebbero vedersi riconosciuti i diritti successori quanto al patrimonio della persona che hanno amato e assistito?Perché condannarli all'incertezza di un rapporto estragiuridico e angoscioso?Temo che la cappa dei pregiudizi e delle morali come sempre tenga in ostaggio il nostro Parlamento;un legislatore timido e ricattabile da potentati economici e intellettuali che rendono retrive le leggi italiane.

Quanto all'adozione riconosciuta alle coppie omosessuali,rilevando in tal caso l'interesse del bambino ad una famiglia"naturale"(e dunque con una figura paterna ed una materna ben delineate)non ritengo sia stata l'opzione spagnola compatibile con principi generali pervasivi attinenti alla tutela dell'infanzia e della crescita del minore.In definitiva,secondo me,sì al matrimonio,no-almeno per ora-all'adozione..GABBO85

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ritratto di g4brIel

rettifico solo sul punto che,ahimé,la Spagna è una monarchia e non una Repubblica.sarà stato un lapsus,che tradisce la mia avversione a una forma di governo antiquata e ridicola

gabbo! ma non è che perchè una cosa non ti sta bene è da "conservato" o "retrogradi"!

Vorrei porti solo degli spunti di riflessione.

L'istituto noto con il termine "Matrimonio" è quell'istituto in forza del quale si fonda una Famiglia di convivenza civile, che è, a norma di Costituzione, la cellula fondamentale della Humana Societas..

O per dirlo con termini meno conservatori... la repubblica è fondata sulla famiglia, perchè lei, e solo lei (nell esperienza, perlomeno) ha dimostrato di poter essere centro di imputazione di interessi, momento di valutazione di esigenze, ma soprattutto modulo organizzativo fondamentale.

Tu sai perfettamente che il nostro retrogrado codice civile è fondato, punto per punto , sull'importanza della famiglia... l'ammettere il matrimonio gay equiparato al matrimonio civile comporta problematiche insolubili nella attuale società.

E non mi parlare di cambiare la società, che non sono queste le problematiche serie di cui occuparsi.

Altra cosa è riconoscere il diritto dei singoli a costituire un nucleo sociale autonomo, e tutelato dalla legge.

Ti faccio un esempio: se io e te ci decidessimo ad andare a vivere insieme, dovrebbe essere consentito fare un contratto, ad esempio per la luce, o per l'affitto, o simili, in una qualche forma di "comunione dei beni". Questo negozio dovrebbe essere parte di un più ampio contratto-negozio-patto-accordo (non formalizziamoci su questi nomi) che consenta la tutela delle coppie di fatto o dei singoli che vogliono associarsi fortemente, ma non fortemente come in un matrimonio.

Perchè non dimentichiamoci che chi si sposa prende, oltre che i diritti, doveri che saranno immodificabili tutta la vita! Pensiamo ai c.d. effetti ultrattivi del matrimonio... il divorzio in questo senso è un pò uno specchietto per le allodole...

Comunque ho un pò deviato dal tema.

Il matrimonio gay, o omosessuale, che è più cortese, [ma per me non importa, perchè li rispetto come persone, fossero etero sarebbe lo stesso (finchè a mia volta sono rispettato) ] non può esistere. Normativamente sarebbe negare la costituzione in uno dei punti fondanti e immodificabili, la preminenza della famiglia.

Ciò non toglie che chi lo vuole deve potersi associare liberamente. Cosa poi ciascuno faccia della lib sessuale sono fatti suoi.

ps la monarchia non c'è solo in pochi grandi paesi:
Italia; Francia; Germania...
Spagna...
Inghilterra...
Svezia...
Belgio..

Non pensi possa essere un valido modulo organizzativo?

VIVA LA REPUBBLICA
abbasso le internazionali....

no.è a rigore incostituzionale a riguardo del nostro ordinamento;contrario a un principio generale di diritto naturale,a parere mio,secondo il quale tutti nascono uguali e nessuno è predestinato a guidare il Paese;ma che questo debba essere affidato a coloro i quali siano ritenuti dal popolo degni di essere ascoltati e all'altezza di affrontare i problemi della Nazione.

che la monarchia sia incostituzionale in Italia....

a parte che c'erano eminenti costituzionalisti filosavoiardi che prefiguravano la rev cost dell'articolo 139 per poi modificare tutto l'ordinamento della repubblica(parte seconda cost)e quindi c'è poco da fare gli spiritosi;mappoi io intendevo indicare che è propriamente contro,questa forma di governo monarchica,contro-dicevo-i principi generali di diritto naturale se uno ci crede(come io non ci credo affatto,x es.)o contro le opzioni giuridico-costituzionali che abbiamo esercitato in europa dal 1789;dunque per il giuspositivista che accetta la visione liberalsocialista(diritti di prima e seconda generazione per intenderci)la monarchia è una vaccata sia sotto il profilico ideologico-politico che giuridico-costituzionalistico.

che spettacolo di giurista: la monarchia è una vaccata....!!

compliments my dear gabbo

Ant

ritratto di jaeln3r4

matrimoni gay hanno fatto davvero discutere , una rivoluzione che ha battuto di gran lunga, a mio parere quella femminista e giovanile del 68.
la costituzione italiana riconosce il diritto alla vita, all'eguaglianza dei consociati, il c.c. meglio ancora il diritto al benessere e alla felicità fisica e psicologica.
la carta europea riconosce inoltre il diritto dell'individuo in quanto tale e non in quanto eterosessuale il diritto di sposarsi e mettere su famiglia.
e senza parlare di scartoffie, le coppie omosessuali esistono come sono sempre esistite, che senso ha studiare il logos di platone, il bellissimo amore tra alcibiade e socrate, essere esaminati dallo Stato su ciò e, poi una volta finito il liceo, si deve fare finta che non sia vero niente e che è tutto indegno di essere considerato.
la legge da una parte, la realtà dall'altra, come incudine e martello, stringono questa povera mentalità psudo politica italiana, che mi sa poco di democrazia e tanto di cristiana.
un po' per dirla alla enrico ghezzi:2006 d.c.
per quanto riguarda l'adozione,il poter metter su famiglia, sono fermamente convinta che per crescere un bambino ( o più di uno) sia necessario di essere dotati di svariate qualità affinchè si garantisca a ch,i in fondo, non ha scelto di venire al mondo ma gli è capitato semplicemente di nascere,le migliori condizioni possibili e immaginabili.
ma siamo sicuri che l'essere semplicemente un uomo e una donna basti?
sarebbe bello che invece di dire tu no e tu si riguardo una sceltra così importante, dare a tutti la possibilità valutandone le capacità. forse è un sogno, forse un'assurdità, ma una bella patente genitoriale non farebbe male a questa società, omo e non.
marilina

ritratto di Scork

Ho letto tutto e non ho adesso modo di esporre la mia posizione (in parte a favore) per questioni di tempo, ma mi ha colpito nel finale la frase:

"In definitiva,secondo me,sì al matrimonio,no-almeno per ora-all'adozione"

da cosa dipenderebbe il tuo "almeno per ora"?

Cosa potrebbe farlo diventare un sì pieno?

ritratto di g4brIel

marilina concordo assolutamente con te.PS:ma lo sai che i commenti precedenti a questo articolo sono di Antonio COntini???Smiling gabriele

scork,anch'io non ho parecchio tempo purtroppo!ma è doveroso precisare che non intendevo affatto prospettare una visione di real politik per cui i tempi non sarebbero ancora maturi,e si dovrebbe dunque aspettare che l'idem sentire converga su una concezione meno retriva della società(staremmo davvero freschi!).sono ben più coraggioso di un tale argomentare pilatesco e frustrante;penso invece che per cambiare la società italiana sia necessario marciare per rovesciamenti e persino "pannellate"contro l'ostruzionismo trasversale della catto-dittatura.
Però fino a un certo punto:perché io ritengo necessario che il giurista,anche de lege ferenda,sia conscio della limitatezza del suo sapere.E dunque,per quanto per principi riesca a pervenire alle inoppugnabili conclusioni di marilina(con le quali io-atecnicamente,chiaramente-sono in completa sintonia),si deve mediare con la scienza della psicologia e della pedagogia:è a quelle sedi che spetta rilevare quanto il diritto a una famiglia sia effettivamente garantito da due genitori della stesso sesso.Questa interdisciplinarietà soltanto garantisce una scienza della legislazione attenta agli interessi sostanziali che si muovono nel magma sociale.Questo quindi il senso del mio infelice "per ora"!Intendevo dire:compatibilmente(compatibilità peraltro che io ritengo sia assolutamente palese,ma dobbiamo con umiltà guardare agli studi della psicopedagogia senza posizioni aprioristiche!)con la salvaguardia del diritto del minore a una famiglia e alla sua stabilità psicologica e affettiva nessun diritto ad allevare un figlio e al patrimonio d'esperienze e di umanità che ne deriva può esser negato alle coppie omosessuali;ma il sì pieno,giacché in gioco sono interessi inerenti ai soggetti più deboli dello Stato-comunità,dovrà giungere all'esito di una riflessione razionalmente appagante sulla costruzione di una nuova società,che scopra un nuovo concetto di famiglia,e che sistematizzi le nuove realtà affettive che emergono.Sono processi lunghi;ma credo che la letteratura medica statunitense già inizi a prospettare l'indifferenza della medesimezza del sesso dei genitori rispetto all'equilibrio interiore del bambino;e quando sarà verità scientifica,allora nessuna remora potrà fermare la completa attuazione del principio di eguaglianza;nessun dubbio potrà ostacolare la piena parificazione dei diritti tra eterosessuali e omosessuali.Saremo insomma in un Paese più civiile.

ritratto di g4brIel

natzinger ha detto che i pacs e le coppie gay sono il crepuscolo di dio..
assurdo..oltre alla considerazione che il cristo se ne fregava altamente delle preferenze sessuali della gente,ma crepuscolarista alla nietzche o crepuscolare alla gozzano non mi spiacerebbe affatto esserlo culturalmente;-)
mi semmbra di sentire quel tipo paranazista che scrisse tramonto dell'occidente,quello spengler,un ridicolo che la menava con le razze e il declino necessario di una società aperta...da ridere!

gabriele

Come scritto sul sito dell'ANSA, i giudici della Corte Suprema dell'Arkansas hanno asserito che non c'e' rapporto tra il benessere di un bambino adottato e l'orientamento sessuale dei genitori adottivi.

sono sempre interessanti i tuoi link e i tuoi commenti...
ma perché non ci dici chi sei?
Eye-wink
gabriele

ritratto di Algernon

Non avevo voglia di farmi rispedire la password dopo averla dimenticata... Sticking out tongue

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Ciao a tutti!

ritratto di g4brIel

ragazzi..forse ora siamo colpevoli di pigrizia tutti.
cerchiamo di darci una mossa.
spero di leggere qualke articolo in questi giorni.
io cercherò di metterne giù qualcuno.
forza,le vacanze sono finite.
attiviamoci!
non addormentiamola,'sta facoltà!
gabriele Smiling

Nel rinnovare ancora una volta la stima infinita nel caro amico Gabriele,
non posso però apprezzare fino in fondo la sua discussione.
Nel nostro sistema legislativo, politico, economico e sociale, nonpuò rovare condivisione nè alcun passo del testo scritto dall'amico Gabriele Trombetta, nè inoltre può servire il sui citato art.3 cost.
In una immaginria guerra tra artioli, ad un art.3 molto svampito, allora un qualsivoglia giurista potrà opporre un art.29 o 30 della carta costituzionale.
Il nostro codice civile si fonda sul matrimonio, L'ISTITUZIONE principale, fondamentale, sacra! La famiglia, sin dall'età romana è un bene da tutelare, è una comunita di pace e asilo di virtù, forte conoscitrice delle riforme che il frenetico legislatore propone.
un legislatore non può permettersi di cambiare migliaia di anni di storia. Successioni, donazioni, diritti familiari, artt.145,146,147 e ss. non possono andare buttati. La famiglia va salvaguardata, e anche se il nostro codice non menziona la parola UOMO e DONNA, lo lascia sottintendere. La famiglia è tutto, è la piccola-media impresa dell'intero complesso umano: è motore e forza del mondo, è spirito e custode delle tradizioni e dei valori cristiani, che un giurista laudator temporis acti come me non può non amare.
W la famiglia!
Pietro Tartaglione

E' una dura lotta a quanto pare...

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/scienza_e_tecnologia/genetica/gay-etero/gay-etero.html

e state comunque sempre attenti:
lo tsunami spirituale potrebbe travolgere anche voi!

http://www.genitoricattolici.org/Grafico%20Tsunami.htm

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