Ma dov'è finita la sinistra studentesca

Ma dov'è finita la sinistra universitaria?Ragazzi, soprattutto neoiscritti alla Facoltà...

dopo il liceo la mia scelta è caduta sullo studio del diritto:
volevo scendere nel profondo della società, leggere gli eventi della nostra Repubblica alla luce di una salda cultura giuridica, lottare contro le ingiustizie che ci cadono addosso tutti i giorni, e anke dalle istituzioni che dovrebbero proteggerci (ius quia iustum o ius quia iussum?)...
ma ho trovato un silenzio disarmante: i nostri colleghi mi sembrano attratti dalla politica dei partiti; si cerca di imitare il mondo delle meschinerie e degli slogan; insomma, NON C'E' VOGLIA DI CAMBIARE IL SISTEMA, MA SOLO DI ARRAMPICARCISI SOPRA.
E allora: tessere x il cinema, feste in discoteca...
e poi?
queste sono belle iniziative: ma dietro cosa c'è?
solo il vuoto...
dove sono convegni sulla nostra Charta martoriata? e i giovani universitari che lanciano proprie proposte, che lottano concretamente? vedo solo dei ragazzini che imitano i grandi...
che futuro ci resta se siamo vecchi già da giovani? il nostro ateneo è addormentato...
diamoci una mossa: e soprattutto PARLIAMO, PARLIAMO, PARLIAMO...
tra di noi, con i docenti, con le istituzioni... possiamo fare tanto!
Parliamo di tutto: di politica, di diritto, di DIRITTI...
non lasciamoci intorpidire da questo conservatorismo imperante!

mi raccomando: se siete d'accordo (ma ancor più se non lo siete) commentate quest'articolo;
sarebbe già un inizio x un dialogo, spero propositivo Eye-wink

__by__IL GABBO__85____

Commenti

ritratto di Sampei

Inizio a commentare il titolo:

perché parli di "sinistra studentesca"?

Credo che quello che a te sembra mancare o essere sparito dal modo di vivere l'università non sia definibile come qualcosa "di sinistra" o "di destra".

Ma, a prescindere da come si voglia definire questa mancanza di partecipazione attiva e fattiva che lamenti, quali credi che ne siano le cause?

Una carenza di strutture adeguate a stimolare e rendere possibili delle iniziative di natura meno leggera?

Un'abbondanza di menti lobotomizzate dai reality show?

Un troppo rapido adeguarsi al mondo che ci circonda?

La paura di sentirsi "diversi" perché non omologati?

O forse il fatto che manca uno "spirito di corpo", che l'università é vista e vissuta da molti come un "esamificio"?

Andando oltre l'elenco dei probabili motivi, quali le risposte e le reazioni possibili?

Fondare un nuovo comitato studentesco? Un'ennesima associazione?

Hai scritto che parlare é una cosa positiva, e concordo in parte: lo é per iniziare, fino a che punto parlare va bene se alle parole non seguono poi i fatti?

Resto in attesa di qualche osservazione o di ulteriori contributi alla discussione.

Ciao! :-)

ritratto di g4brIel

Sampei,muovi delle obiezioni intelligenti e disincantatamente realiste.

In effetti,la quaestio è in termini di "politicizzazione"(nell'accezione nobile di cura delle cose delle polis);il mio lamento poi l'ho volto alle sinistre xké-ammetterai-sono stati i movimenti mancini a ri-strutturare il mondo universitario e illudere la società di un rinnovamento nella sub-stantia.Ma correttamente mi hai richiamato su questo punto e rettifico:invocherei un ritorno alla percezione fluida,magmatica del reale,come trasformabile e da trasformare con urgenza;insomma,abbandonare una visione ciclica;di infinità ma anke di staticità.Spezzare il cerchio intorno;o saltarne fuori.

Le cause;le cause sono la fine dell'ideologia(un bene;mai credere alle dottrine,scrive Hesse)ma anke delle Idee;non percepisci un atteggiamento "minimalista"della nostra generazione?citi i reality show;bene,sono quest'idolatria dell'immagine vana senza peso,questa celebrazione del consumismo idiota i vettori del nostro universo universitario?Certo;ci sono eccezioni;e tante.Ma isolate;timide;spaventate;spesso arrabbiate con se stesse x questa "diversità",come l'hai chiamata;spesso mimetizzate,snaturate nell'adattamento a una realtà cretina che cerca l'identità,la notte delle vacche tutte uguali,e teme il pungolo,la ricerca,la sofferenza della trasformazione.

Nello specifico,quanto alla nostra Facoltà;manca un luogo dove riunirsi;un posto dove possano incrociarsi le idee e le proposte;questa mancanza è ragione dell'assenza di un senso di appartenenza;la Facoltà è un locus di passaggio,che si attraversa senza fermarvisi;una tappa insomma,ma non una meta.E neppure un ponte;che segna un attraversamento,una crescita(die brucke,scriveva nietzche);no,è solo una sorta di benzinaio dove sei obbligato a sostare sennò non puoi andare avanti;un passaggio obbligato.

E allora?allora temo di essere un pastore errante dell'Asia Eye-wink

ma credo che potremmo,dovremmo,anche mediante questo sito che apprezzo tantissimo e che secondo me andrebbe maggiormente pubblicizzato,organizzare degli incontri mensili x discorrere dei più diversi argomenti;ascoltare le critiche e le proposte degli studenti.

Sai,io mi illudo che ci sia più che altro una carenza di coordinamento.La sun è giovane;le sue forze vanno canalizzate.potremmo diventare un punto di riferimento,un'istituzione importante x la provincia;un momento di crescita.

Ti rubo il finale ringraziandoti x l'attenzione prestatami e con grande stima.

Resto in attesa di qualke osservazione o di ulteriori contributi alla discussione.

Smiling

GABBO85

Ragazzi vedo con piacere che c'è gente che pensa in questa facoltà,ma è comunque sempre poca. Ha ragione l'amico che parla di gente che non vive il mondo universitario come dovrebbe,ma ha ragione anche IL GABBO a dire che i ragazzi non hanno voglia di cambiare il sistema. Innanzi tutto vorrei dire che non tutti gli studenti hanno capito il potenziale deflagrante che rappresenta lo studio delle regole su cui si fonda la nostra società.Parecchi amici miei infatti lo studio non lo pongono nel mondo reale,ma lo fanno restare sui libri,a loro interessa solo riempire il libretto. Molti di noi studenti non hanno capito che solo se conoscono le regole saranno in grado di capire dove sono fallaci e dare un contributo per cambiarle.Quanti mi darebbero del pazzo se mi sentissero parlare così? Io credo molti e mi dispiace. Il giovane studente di oggi forse dà per scontato troppe cose,molti ragionano con i luoghi comuni che i padri dicono da sempre e si allineano al pensiero dominante. La cosa sconfortante è che a questa situazione non si può far fronte con le associazioni o cose di questo genere:Quanti sarebbero incuriositi? quanti parteciperebbero alle attività? quanti darebbero il loro contributo?.Alle elezioni per le nostre rappresentanze per esempio,io quelli che si candidano non li conosco non conosco i loro programmi e nemmeno li voto.So soltanto che mettono i colori e i simboli dei partiti politici e quando hanno vinto le elezioni con i voti degli amici di loro non se ne sente più parlare.Servirebbe un modo per risvegliare le coscienze civili delle persone,gli studenti e i giovani in generale dovrebbero avere la voglia di cambiare le regole,e farle più giuste ma se:MA SE QUESTO NON PARTE DALLA PROPRIA MENTE NESSUNA ASSOCIAZIONE POTRà MAI FARCI NIENTE.

ritratto di unitastudentesca

non nascondo che alcuni di noi hanno uno spirito di sinistra(all'interno dell'associazione intendo) ma non è necessario che gli studenti di sinistra debbano attivarsi....è necessario che TUTTI GLI STUDENTI SI ATTIVINO X CAMBIARE LE COSE!!!
un invito è a collaborare cn noi...stiamo lavorando x migliorare le cose...le frasi fatte e le aspirazioni politiche nn ci servono..è questa la nostra volontà.
contattateci:

ritratto di unitastudentesca

la nostra associazione si propone di attivarsi cn iniziative concrete per la tutela dello studente...
nn siamo una associazione fittizia o una associazione tesa a favorire l'ascesa di piccoli aspiranti politici alle prime armi.
l'iniziativa e il coinvolgimento degli studenti è priorità!!!
è x questo che ci apriamo a chiunque voglia collaborare e spera in una università veramente nostra...degli studenti...
vi aspetto.